Il gatto miagola

La prima traccia di ginepro appare negli scritti degli antichi Egizi i quali attestano le benefiche proprietà delle bacche di ginepro per la cura dell’itterizia, ed in seguito l’utilizzo come droga per alleviare le coliche. All’epoca dei Romani le bacche di ginepro vengono messe ammollo nel vino per curare patologie bronchiali ed intestinali e ancora nel Medioevo un mix a base di vino, bacche ed incenso veniva dato per combattere la Morte Nera.

Il Gin si sviluppa a partire da una bevanda olandese chiamata Genever, ottenuta dalla distillazione delle bacche di ginepro con del vino di malto, un processo simile a quello del whisky all’interno di una Pot Still o alambicco con il 50% abv. Esistono 2 tipi di Genever, uno invecchiato e l’altro giovane, i quali variano a seconda del metodo di distillazione utilizzato.

Durante la Guerra degli Ottant’Anni (1568-1648) le truppe inglesi in forza nei Paesi Bassi, al fianco dei Protestanti tedeschi e delle Province Unite in primis, svilupparono familiarità con il Genever che veniva dato a quelle truppe prima della battaglia; da qui si suppone prenda il nome il famoso “Coraggio tedesco”.

Alla fine della guerra Guglielmo III d’Orange sale al trono di Inghilterra, dopo aver sposato Maria II, e predispone pesanti dazi doganali sugli alcolici provenienti dai paesi confinanti ed in particolare verso la Francia, al fine di limitare l’importazione di Brandy e Cognac; riducendo contemporaneamente le tasse sui cereali ed aumentando le licenze per la distillazione. Dal 1689 il Genever conosciuto come Gin in Inghilterra diventa popolare tanto che 1 abitazione su 4, in certe aree di Londra, produceva il suo Gin. Cresce la mancanza di lavoro e nei sobborghi la povertà dilaga e la produzione nelle case di Gin cresce e con sé incrementa il tasso di alcolismo. La media pro-capite al tempo era di circa 150 ml e considerando che l’acqua era insana, e che la vendita rappresentava l’unica fonte di guadagno, questo fenomeno diventava un serio problema per il governo del tempo. Per questa ragione il periodo viene indicato sotto il nome di Gin Craze, il consumo era eccessivo provocando un’indignazione morale e un contraccolpo legislativo paragonabile ai moderni scontri in tema di droga. A seguito della insostenibile situazione, specialmente a Londra, il Governo decide dunque di mettere in atto quelli che vengono chiamati i Gin Acts, sette per l’esattezza emanati tra il 1729 ed il 1760, dei provvedimenti mirati a limitare la produzione ed il consumo di gin.

           

Nel 1736 si manifesta la prima ufficiale volontà del governo di bloccare la mescita dell’alcool ed ecco che entra in gioco per la prima volta un GATTO… infatti per consentire la vendita clandestina del gin ci si inventa un intelligente sotterfugio: The Puss and Mew, l’immagine di un gatto ritratta sui muri ad indicare la presenza di gin; inserendo una moneta da 2 penny in un apposito foro, si riceveva uno shot di gin attraverso la zampa del gatto.

Il secondo atto fondamentale avverrà nel 1760 quando la decisione di definire una specifica dimensione delle distillerie metterà in crisi la media e piccola produzione e consentirà solo a produttori come Gordons, Boodles eTanqueray, di continuare a produrre fino a nostri giorni.

Tela dipinta da William Horgarth, a supporto della propaganda dei Gin Acts, mostrava come il Gin influisse nella distruzione della società apportando scompiglio con una altissima mortalità ed in contrapposizione una bassissima natalità.

Anche questa è una tela che ritrae i ricchi membri della società godere la propria vita, poiché abituati a bere birra meno alcoolica e meno “dannosa” alla salute.

Ovviamente le taverne dove veniva servita la birra erano posti non idonei ad essere frequentati dalle donne… soltanto intorno al 1820 il Gin torna alla ribalta perché la sua qualità viene notevolmente migliorata e nascono così nuovi luoghi di aggregazione i “Gin Palace”, bellissimi, decorati con gusto ed eleganti, che incoraggiano anche le donne alla loro frequentazione. Con l’avvento di ulteriori riforme la qualità del Gin migliora e si raffina permettendogli di divenire la bevanda dell’alta società per antonomasia.

Negli anni del Proibizionismo in America, compresi tra il 1919 e il 1933, il Gin diventa una grande attrattiva perché non necessitando di invecchiamento ed essendo le materie prime facilmente accessibili ancora una volta prende il sopravvento nella produzione anche casalinga. Il prodotto vede una crescita esponenziale toccando il suo apice intorno al 1990 e continuando costantemente fino ai giorni nostri.

Gli stili principali del Gin sono quattro:

London Dry nasce a Londra durante il periodo del Gin Craze e per definizione deve contenere non più di 0.1 grammi di zucchero per litro e non può ricevere nessuna aggiunta dopo l’ultima distillazione;

Plymouth è un’Indicazione Geografica Protetta che riguarda tutti i Gin distillati a Plymouth in Inghilterra (sud-ovest, circa 350 km da Londra). Questo stile di gin ha un sapore croccante e leggermente più dolce del London Dry, ed è il risultato di una maggiore concentrazione degli ingredienti;

Navy Strength deve contenere un minimo di alcool pari al 57% abv. Tornando indietro al diciannovesimo secolo, il gin veniva traspontato sulle Royal Navy, ma molti degli ufficiali più esperti di gin sospettavano che le scorte fossero diluite, così escogitarono un metodo per stabilirne la qualità. Il gin veniva conservato sottocoperto adiacente alla polvere da sparo, e se veniva versato su di essa e fumava il gin era stato diluito. Solo se la polvere da sparo era ancora accesa il gin aveva almeno 114 prove (57% abv). E così divenne noto come Navy Strength.

Old Tom è uno stile più dolce rispetto al London Dry che si è sviluppato soprattutto per compensare il cattivo sapore del gin tra il 18ᵐᵒ e il 19ᵐᵒ secolo.

Esistono tre miti che riguardano l’origine del nome:

-“Tom Cat” è un gatto non castrato che durante le sue scorribande in cerca d’amore, si dice fosse, caduto in un vascone piene di gin… “Che morte felice!”

-“Tom Cat” potrebbe essere il gatto dipinto all’esterno delle abitazioni dove veniva venduto il gin di contrabbando.

Oscar

-Infine il nome potrebbe discendere da Thomas Chamberlain il quale nel 1800 aveva un apprendista chiamato come lui Thomas (Norris), il quale aprì uno dei primi Gin Palace a Covent Garden (Londra centro) e chiamò Old Tom il suo miglior gin in onore del suo maestro.

Oggi siamo soliti bere il Gin nei cocktail o miscelato con l’acqua tonica, questa è una prassi che veniva utilizzata già all’inizio del 19ᵐᵒ secolo fra i soldati inglesi in India. In quel periodo però il Gin mischiato all’acqua, allo zucchero, al succo di lime e al chinino (questi elementi creeranno in seguito la Tonic Water) veniva utilizzato contro la malaria. Naturalmente la Tonic Water che utilizziamo oggigiorno contiene una percentuale molto inferiore di chinino e maggiore di zucchero, rispetto alla miscela antimalarica. Fino agli anni 1990 in giro per l’Europa la faceva da padrona la Schweppes per il suo gusto morbido, dolce e particolarmente gasata, nel nuovo millennio il gusto del consumatore si è modificando ricercando note più decise ed amare come la Fever-Tree o la Fentimans.

Il perfetto Gin&Tonic si serve in un bicchiere Tumbler alto pieno di ghiaccio, 50ml di Gin preferito e circa 100ml di Tonic water (devono esserci almeno 2cm tra l’acqua tonica ed il bordo del bicchiere, per essere perfetto?!!!); lo standard vuole una fetta di limone come garnish (si tratta di una guarnizione, un abbellimento). Avremo modo di vedere, però, come i vari produttori di Gin suggeriscono diverse tipologie di garnish a seconda del Gin in questione.

Storia, leggende, divieti e gatti si intrecciano nel mondo del Gin facendone una bevanda unica nel suo genere e di cui sentirete ancora parlare. Soprattutto in queste pagine.

Mr. Giggetto

6 commenti su “Il gatto miagola”

  1. Complimenti una spiegazione eccezionale!! Non c’è cosa migliore che bere un buon Gin, preparato possibilmate da voi, e con accanto un Gatto.
    Thinsy

    1. Grazie Thinsy😻!
      Cosa c’e’ di meglio di un completo relax con un G&T in una mano e il “pelosetto” dall’altra?!
      Poche sono le cose veramente importanti nella vita…una per esempio e’ “stare bene”….
      Aspetto suggerimenti per nuove ricette e foto dei protagonisti felini😉🙃😘😘😘
      Un abbraccio 🤗

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